Bernardo Bertolucci tornò al cinema dopo qualche anno di pausa firmando un capolavoro, forse non uno dei migliori della sua filmografia, ma assolutamente un film convincente, radicale e controverso, forse "L'Ultimo Tango a Parigi" del 21° secolo.
Infatti, questa pellicola ha molti risvolti simili alla grande opera di questo regista, prima fra tutte l'ambientazione, le riprese e e il senso di alienazione e di malattia che pervade molte scene, rendendo lo spettatore convinto della tragedia imminente.
I personaggi sono tipici del mondo di Bertolucci: Theò ha un carattere freddo e ribelle, Isabelle è una ragazza solo superficialmente forte, che in realtà nasconde dentro di sè un'insicurezza che la porta addirittura a delle azioni fuorvianti e trasandate; infine Matthiew, il personaggio che forse ho apprezzato meno, data la sua relativa "banalità" che nasconde però risvolti poetici.
Di contorno alla storia troviamo citazioni cinefile a capolavori godardiani come "Bande à Part" o "Fino all'Ultimo Respiro", che rendono il film particolarmente ricco e efficace.
Ovviamente, il marchio del regista non può mancare: l'ideologia comunista mostrata in modo quasi sfacciato, tramite scene e dialoghi, in cui l'autore inserisce bandiere rosse o commenti sulla situazione studentesca; ma nonostante questo il film risulterà sicuramente ottimo, chiunque ne può venire affascinato e avvolto nelle sue spire oscillanti dal triste all'allegro, dal funereo alla tranquillità.
Letteralmente ucciso dalla censura, alla fine sono riusciti a importarlo in America con il divieto ai minori di 17 anni (esagerato, nonostante le folte scene esplicite). In Italia è disponibile la versione a due dischi cartonata e con il divieto ai minori di 14 anni. Da vedere e da avere.VOTO FINALE: 8.6/10 Rate this posting:
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